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Terre di Zoncolan
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Un territorio da scoprire

Benvenuti in ZoncoLand, la terra che si estende tra le verdi vallate e le alte cime delle Alpi carniche, alle pendici del Monte Zoncolan e del Monte Crostis. Questo è il nostro far west, una terra di avventura e di scoperta, il paradiso per gli amanti della natura incontaminata e selvaggia, lontana dal rumore della modernità. Qui troverete pace e silenzio, antiche tradizioni, vecchi borghi annidati tra le montagne, sapori autentici e genuini, uomini figli di una terra aspra ma vera.

Lo Zoncolan troneggia sulla vallata del Degano, di fronte a lui il massiccio del Crostis con la vastità della sua Panoramica delle Vette, da cui lo sguardo si perde tra gli sconfinati spazi dove regnano sovrane e indisturbate le aquile.

E' qui che fare trekking diventa un'esperienza di comunione con la natura, un contatto immediato e totale con il bosco, le rocce, i corsi d'acqua. 

E' qui che il nordic walking è benessere dell'anima e non solo del fisico, perchè l'energia di questi luoghi penetra la pelle ed entra nei cuori.

Itinerari da percorrere a piedi, in mountain bike, con le ciaspole, ma soprattutto itinerari che rigenerano il corpo e donano pace alla mente.

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Un po' di... Flora

La flora delle Alpi carniche e della carnia è molto varia, è un vero mosaico di centinaia di specie vegetali diverse, ognuna disposta nel luogo più adatto alla propria sopravvivenza. Gli alberi crescono a quote diverse a seconda della maggiore o minore resistenza alle basse temperature e alla neve: salendo gradualmente di quota si trovano quindi faggete, peccete, abetiete e infine le specie arbustive quali pino mugo e ontano. Mescolate ai faggi o agli abeti si trovano anche altre specie, quali l'acero di monte, il frassino maggiore, il sorbo degli uccellatori che in autunno colora di rosso le pendici più alte del monte Crostis.

I fiori sono un tripudio di varietà e colori: si va dalle diverse varietà di genziana (acaulis, verna, asclepiadea, ecc.) alla rara orchidea "scarpetta della Madonna" (Cypripedium calceolus), al giglio martagone (Lilium martagon), e a tutta quella flora alpina che sboccia a partire dal disgelo fino all'autunno.

 

Un po' di...Geologia

Prerogativa indiscussa delle Alpi Carniche è quella di rappresentare una delle più importanti successioni stratigrafiche dell'era Paleozoica dell'intero Mediterraneo, con uno spessore complessivo di circa 10mila metri.

L'area è molto nota in ambito geologico-paleontologico in quanto queste montagne sono costituite da rocce sedimentarie, spesso ricche di fossili, le più antiche dell'arco alpino e dell'intera penisola italiana.

Un esempio: ai piedi del versante meridionale del Monte Coglians, tra forcella Monumenz e il rifugio Marinelli e fino al Monte Floritz, è possibile camminare su una sezione stratigrafica che in circa 1 km e mezzo racchiude in sè 60-70 milioni di anni di attività sedimentaria.

Un po' di...Fauna

Boschi e alture delle terre di Zoncolan sono luoghi straordinari per la facilità con cui si possono incontrare gli animali selvatici.

Addirittura guidando in automobile è molto frequente imbattersi in un capriolo o in una lepre che attraversano la strada, oppure in qualche scoiattolo che raccoglie noci, o nel tasso che esce dalla sua tana solo con il buio.

Le vette più alte, come il monte Crostis o il monte Volaia, sono dimora delle marmotte e dei rapaci; il grido dell'acquila è facilmente udibile nei fondovalle: allora si alza la testa, e si vede volteggiare in cerchio la Regina delle Alpi.

Il picchio rosso, il picchio verde, la volpe, il cinghiale e...il re della foresta, l'Orso, tutti sono abitanti delle nostre foreste.

Cidulas

Un po' di...Tradizioni e Folklore

Le donne, passata la notte di San Giovanni, compongono un mazzo (Il Mac di San Giuan) con varie piante tra cui un ramaç di felet par ch’a nol trêti jù pal tet (la felce affinché non cadano fulmini sul tetto), qualche pianta di scorsegjaul (spirea) per allontanare il maligno, il sanc di Crist (iperico), il penacul e las rôsas di San Giuan (l’asparago selvatico ed il fiore di San Giovanni), la pomule (sambuco), il cumìn (cumino dei prati) contro le streghe, la rude (ruta) contro il malocchio, la camomilla, alcuni rami nuovi di noglâr (nocciolo), che si dice abbia protetto la Madonna. Il mazzo viene benedetto e appeso poi a seccare in soffitta a protezione della casa. Con la rugiada della notte di San Giovanni si bagna anche Il Grop di Salomòn oggetto apotropaico realizzato in legno di nocciolo o di viburno e costituito da una piccola asta terminante in un particolare intreccio di legno a dodici punte.

Il tîr das Cìdulas è un rito probabilmente di origine celtica legato al rinnovamento e al fuoco come aggregatore di comunità. Las cìdulas sono rotelle di legno alle quali viene dato fuoco da un lato. Secondo la tradizione, ad ogni lancio si accompagna una filastrocca (raganizza) benaugurante o umoristica nei riguardi di una coppia reale o inventata, o la rivelazione di un amore altrui tenuto fino a quel momento nascosto.

Guriut [illustrazione di G. Pielli]

Un po' di...Magia

Gli Sbilfs sono i folletti  furbi e dispettosi che popolano i boschi della Valcalda (Ravascletto e dintorni) e della Carnia in generale. Uno dei metodi per far si che il piccolo popolo si riveli suggerisce di intrecciare una corona di primule da indossare però solo se si è puri di cuore. Ci sono i folletti dei boschi, come il Gan, servizievole e pacifico, aiuta i montanari dando loro forza per i lavori di fatica o il Mazzarot (dispettoso e dalla risata beffarda; calpestare le sue orme porta a perdere l’orientamento). Gli incubi poi sono discendenti dei fauni; ne è un esempio il Cjalciut ,grasso e sciatto, ama sedersi sullo stomaco delle persone che dormono impedendo loro di respirare. Il Bergul, difficilissimo da vedere perché si veste di rami e foglie per mimetizzarsi e fare scherzi, ghiottissimo di fragoline di bosco, appartiene ai folletti della casa, della stalla e dei campi e il Guriut, furbo, sornione e scattante a quelli ladri [fonte: Sbilfs di Gianni Pielli].

Las Agànas sono invece figure femminili legate all’acqua, descritte con mammelle così lunghe che, per evitare che le intralciassero mentre svolgevano le faccende, buttavano dietro le spalle. La loro leggendaria presenza ha dettato il nome di alcune località, come il Cret (dirupo) das Agànas, in cima alla Valcalda, o alcune storie, come quella relativa al Castello di Voschianazzis, posto sopra l’abitato di Salârs, nel quale sarebbe stata nascosta una grande caldaia colma di monete d’oro custodita da folletti e demoni.

E poi ci son gli orchi, draghi, fate e streghe. Narra una leggenda che sul Monte Tenchia nel Plan das Stries si tenga dai tempi dei tempi un sinistro incontro di streghe. Atterrano sul monte da nuvole argentate e dorate, i prati fioriscono, sfiorati dalle loro vesti, l’erba si piega e si scompiglia. Là dove avvengono i loro incontri capita di vedere davvero, dopo fenomeni meteorologici di una certa intensità, i fili d’erba orientati nei modi più bizzarri e di sentire il vento come se suonasse tra gli alberi del bosco e i pendii.

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